Nel 2019, sotto l’Amministrazione Barbierato, la stagione teatrale pre-Covid contava 11 spettacoli (9 in abbonamento) con numeri significativi: 752 spettatori per Marco e Pippo, 488 per il Gran Galà della danza, 420 per i Creedence Revived, 374 per Paolo Cevoli. Abbonamenti tra i 70 e i 110 euro e costi contenuti per il Comune.
Oggi, con l’amministrazione Barbujani, si spendono oltre 120 mila euro per una stagione più povera, con biglietti più cari e un calo drastico di pubblico. Dopo un anno perso e due stagioni deludenti, la Giunta continua ad attribuire responsabilità al passato, dimenticando che la precedente amministrazione ha garantito programmazione e continuità anche nei difficilissimi anni del Covid.
Nel frattempo si ignorano realtà locali come l’onlus Teatro Ferrini, promotrice del festival Suoni d’Acqua, e l’Auditorium Pertini, rilanciato grazie al lavoro del CdA guidato da Simone Mori.
A completare il quadro, la proposta di cambiare il nome del Teatro Comunale in “Teatro del Delta”, annunciata senza alcun confronto con le altre amministrazioni del territorio e senza un progetto condiviso, rappresenta un ulteriore segnale di una gestione più attenta all’apparenza che alla sostanza.
Durante la giunta Barbierato, il palco del Comunale ha ospitato artisti come Claudio Baglioni, Noa, Albano, Antonella Ruggiero, Massimo Ranieri, oltre a compagnie internazionali di danza classica e spettacoli replicati per il tutto esaurito.
IBC non si rassegna: Adria merita un teatro vivo, radicato nel territorio e all’altezza della sua storia.
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